top of page

Sindrome di Haglund: il bernoccolo al tallone che causa dolore

13 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min
prominenza-ossea-calcagno-borsite-achille

Chi possiede un rilievo osseo sporgente sulla parte posteriore del tallone lo nota spesso per primo guardando le proprie scarpe: il bordo posteriore si consuma in modo irregolare, e certi modelli chiusi diventano quasi impossibili da indossare senza provare fastidio. Questo dettaglio, apparentemente marginale, è spesso il primo segnale della sindrome di Haglund, una condizione che unisce una particolarità anatomica a un'infiammazione dei tessuti circostanti, capace di rendere doloroso anche un gesto semplice come allacciarsi le scarpe.


Cos'è la sindrome di Haglund e da cosa origina


La sindrome di Haglund prende il nome da una prominenza ossea che si sviluppa sulla parte postero-superiore del calcagno, proprio nel punto in cui il tendine d'Achille si inserisce sull'osso. Questo rilievo, spesso descritto dai pazienti come un piccolo bernoccolo, tende a sfregare contro la controtomaia delle scarpe più rigide, irritando progressivamente i tessuti molli circostanti, in particolare la borsa retrocalcaneare, una piccola struttura piena di liquido che normalmente protegge il tendine dagli attriti.


Quando questa borsa si infiamma, si parla di borsite retrocalcaneare, una condizione strettamente legata alla sindrome di Haglund e spesso responsabile di gran parte del dolore percepito dal paziente. In alcuni casi, l'irritazione cronica può coinvolgere anche il tendine d'Achille stesso, dando origine a una tendinopatia inserzionale che complica ulteriormente il quadro clinico e richiede un'attenzione specifica nella scelta del trattamento più adeguato.


Le cause della prominenza ossea sono in parte legate a fattori costituzionali, come la forma naturale del calcagno, e in parte a elementi meccanici, come un piede cavo che modifica l'angolo di appoggio del tallone o l'uso abituale di calzature rigide e strette nella parte posteriore. Anche una postura scorretta della caviglia durante la corsa può contribuire, nel tempo, ad accentuare l'attrito nella zona interessata.


È interessante notare come questa condizione tenda a colpire con una certa frequenza persone giovani e attive, in particolare chi pratica regolarmente sport come la corsa o il pattinaggio, discipline in cui il tallone è sottoposto a sollecitazioni ripetute e prolungate nel tempo.


I segnali che permettono di riconoscere il disturbo


Il primo campanello d'allarme è spesso di natura puramente meccanica: la comparsa di un'area arrossata o ispessita sulla pelle in corrispondenza del rilievo osseo, dovuta allo sfregamento ripetuto con la scarpa. Con il progredire dell'infiammazione, compare un dolore al piede localizzato nella parte posteriore del tallone, che si accentua indossando calzature chiuse e tende ad attenuarsi camminando a piedi scalzi o con scarpe aperte sul retro.


Molte persone riferiscono anche una sensazione di calore locale e un gonfiore visibile nella zona sopra il tallone, segni tipici di un processo infiammatorio in atto a carico della borsa retrocalcaneare. Il dolore può inoltre intensificarsi durante attività che sollecitano maggiormente il tendine d'Achille, come la corsa in salita o l'utilizzo prolungato di scarpe con tacco rigido, mentre tende a essere meno evidente a riposo nelle fasi iniziali della condizione.


Con il tempo, se il disturbo non viene affrontato, il fastidio può diventare più costante, presente anche durante la semplice camminata quotidiana, e la zona interessata può apparire visibilmente più prominente rispetto al tallone opposto, un elemento che spesso spinge finalmente il paziente a richiedere una valutazione specialistica.


Come si effettua la diagnosi della sindrome di Haglund


La diagnosi parte da un'osservazione clinica diretta del tallone, che permette allo specialista di valutare l'entità della prominenza ossea, lo stato della cute sovrastante e la presenza di segni di infiammazione locale. La palpazione della zona, insieme ad alcuni test di mobilità della caviglia, aiuta a comprendere quanto il tendine d'Achille sia coinvolto nel processo infiammatorio.


La radiografia laterale del piede rappresenta l'esame di riferimento per confermare la presenza e misurare l'entità della prominenza ossea, un dato utile anche per valutare l'evoluzione della condizione nel tempo. Quando si sospetta un coinvolgimento più marcato dei tessuti molli, come una tendinopatia associata, l'ecografia o la risonanza magnetica permettono di approfondire lo stato del tendine d'Achille e della borsa retrocalcaneare, fornendo un quadro più completo utile a orientare la scelta terapeutica. Un ortopedico specialista del piede saprà interpretare questi elementi insieme alle caratteristiche individuali del paziente, comprese le abitudini sportive e il tipo di calzature utilizzate abitualmente.


Dal trattamento conservativo alla chirurgia mininvasiva


Nelle fasi iniziali, la sindrome di Haglund può essere gestita efficacemente modificando il tipo di calzature utilizzate, privilegiando modelli con la parte posteriore morbida o aperta, e ricorrendo a plantari su misura pensati per modificare l'angolo di appoggio del tallone e ridurre l'attrito nella zona interessata. Un percorso di fisioterapia mirato, orientato a ridurre l'infiammazione e a migliorare la flessibilità del tendine d'Achille, completa spesso questo approccio conservativo.


Quando invece il dolore persiste nonostante queste misure, o quando la prominenza ossea risulta particolarmente marcata e continua a causare fastidio anche con calzature adeguate, la chirurgia mininvasiva del piede rappresenta oggi un'opzione efficace per rimuovere la porzione ossea in eccesso, riducendo l'attrito e favorendo la risoluzione dell'infiammazione dei tessuti molli. Questo tipo di intervento consente generalmente un recupero post-operatorio più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale, con un ritorno progressivo alle normali attività quotidiane e sportive.

La scelta del percorso più adatto dipende da diversi fattori, tra cui l'entità della prominenza ossea, il grado di coinvolgimento del tendine d'Achille e la risposta ottenuta dai trattamenti conservativi già sperimentati, elementi che rendono indispensabile un confronto diretto con lo specialista prima di prendere qualsiasi decisione.


Anche la fase successiva a un eventuale intervento merita la giusta attenzione: un ritorno graduale alle attività sportive, accompagnato da un programma riabilitativo mirato al recupero della flessibilità del tendine d'Achille, contribuisce a consolidare il risultato ottenuto e a ridurre il rischio che l'irritazione dei tessuti molli si ripresenti nel tempo.


Se il fastidio al tallone accompagna ormai da tempo le proprie giornate, condizionando la scelta delle scarpe e limitando le attività quotidiane, il momento di affrontarlo con l'aiuto di un professionista è probabilmente arrivato. Il dottor Marco Pozzolini, specialista in chirurgia ortopedica mininvasiva del piede, riceve nelle sedi di Milano, Torino, Palermo, Trapani e Santa Margherita Ligure, offrendo un ascolto attento dei sintomi e un piano di cura costruito sulle esigenze reali di ogni paziente. Prenotare una consulenza ortopedica è il primo passo concreto verso una camminata senza più quel fastidio al tallone.

 

 
 
bottom of page